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Quando il rapporto con il cibo diventa parte della gara

Un atleta su cinque convive con un disturbo della nutrizione e dell'alimentazione. Quasi nessuno ne parla.

Con Nutrimente abbiamo costruito uno spazio dove se ne può parlare prima che sia tardi: una valutazione preventiva, psicologica e nutrizionale, accessibile direttamente dalla piattaforma.

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Nello sport il corpo è uno strumento di lavoro

Viene misurato, allenato, osservato, spesso commentato. È una condizione che porta molti atleti a sviluppare un rapporto con il cibo e con la propria immagine corporea che negli anni può logorarsi in silenzio — mentre tutto intorno continua a funzionare, e i risultati magari arrivano pure.

Una revisione sistematica pubblicata nel 2026, che ha raccolto i dati di oltre 43.000 atleti, ha stimato che circa un atleta su cinque presenta un disturbo alimentare o comportamenti alimentari a rischio. A seconda della disciplina e del genere, gli studi collocano la prevalenza in una forbice ampia, tra il 14% e il 45%.

Il rischio cresce dove la magrezza viene associata alla prestazione o al giudizio: gli sport estetici come la ginnastica e la danza, gli sport con categorie di peso, gli sport di resistenza, le discipline in cui la divisa lascia il corpo esposto allo sguardo. Nella danza classica la prevalenza di alcuni quadri clinici arriva a essere circa il doppio rispetto alla popolazione atletica generale.

E non riguarda solo le atlete. Il rischio resta più alto nelle donne, ma le evidenze degli ultimi anni raccontano che negli uomini il fenomeno è stato a lungo sottostimato — in particolare negli sport di forza e in quelli con categorie di peso, dove la pressione sul corpo è altrettanto forte ma nominata molto meno.

A questi contesti si aggiungono tendenze emergenti come vigoressia e ortoressia, spesso normalizzate dalla cultura sportiva contemporanea, che possono aumentare la vulnerabilità individuale.

Sport esteticiDanzaSport a categorie di pesoSport di resistenzaDiscipline acquatiche

Perché è difficile accorgersene nello sport

Comportamenti che altrove verrebbero notati subito — controllare l'alimentazione con rigore, allenarsi anche quando si è stanchi, ignorare i segnali del corpo — nel contesto sportivo vengono spesso letti come disciplina e dedizione. È esattamente questo che rende la prevenzione così importante: distinguere per tempo l'impegno dalla sofferenza.

Chi è Nutrimente

Nutrimente si occupa da anni della prevenzione e della cura dei Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione con un approccio multidisciplinare, che tiene insieme la dimensione psicologica e quella nutrizionale.

Dal 2016 porta la prevenzione dentro i luoghi dove lo sport si pratica davvero, attraversando discipline molto diverse: danza classica e moderna, basket, calcio, ginnastica ritmica, nuoto sincronizzato.

  • 2016l’anno in cui la prevenzione entra in palestre, piscine e sale danza
  • 11tra società sportive, scuole di danza e accademie
  • 300+atleti incontrati di persona
  • 200genitori coinvolti negli incontri
  • 60tra allenatori e insegnanti formati

Il lavoro è arrivato anche nelle scuole, con un progetto voluto dagli insegnanti di educazione fisica di una secondaria di primo grado che ha coinvolto cinque classi, dieci docenti e trenta famiglie. E nella divulgazione pubblica: tre incontri con la nazionale di nuoto sincronizzato davanti a più di 200 persone tra famiglie, allenatori e spettatori; cinque eventi in occasione della Settimana Lilla; presentazioni a convegni nazionali, tra cui un appuntamento al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano.

È un lavoro fatto di presenza, non di campagne. Ed è la ragione per cui abbiamo scelto Nutrimente come partner.

Tre colloqui, nel momento in cui servono

Dalla collaborazione tra Sportfulness e Nutrimente nasce un percorso dedicato, disponibile direttamente sulla piattaforma: un pacchetto di tre colloqui con un'équipe che ha una formazione specifica sulla prevenzione dei comportamenti alimentari a rischio nello sport.

I tre incontri hanno una funzione preventiva, di indagine e di valutazione, sia sul piano psicologico sia su quello nutrizionale. Servono a:

  • esplorare la condizione attuale dell'atleta, senza fretta e senza giudizio;
  • dare un nome e una lettura a eventuali segnali di allarme che l'atleta o chi gli sta vicino ha notato;
  • restituire un quadro chiaro dello stato di salute e, dove serve, indicare il passo successivo.

Non è un percorso di cura, ed è importante dirlo. È il momento prima: quello in cui si fa chiarezza. Se emerge la necessità di un intervento clinico strutturato, l'équipe indica il percorso appropriato e accompagna verso di esso.

E se il passo successivo è un percorso continuativo, il matching di Sportfulness ti mette in contatto con psicologhe e psicologi esperti in disturbi alimentari e contesto sportivo: un click, non una lista d'attesa.

A chi si rivolge

Atlete e atleti
Di ogni livello, che sentono che il rapporto con il cibo, con il peso o con il proprio corpo sta occupando troppo spazio.
Genitori
Che hanno notato qualcosa e non sanno come nominarlo.
Allenatori e società
Che vogliono attrezzarsi prima che un problema diventi visibile.

Quattro idee da lasciare fuori dallo spogliatoio

«Ci sono cibi buoni e cibi cattivi.»
No. Dividere il cibo in categorie morali è uno dei primi passi verso un rapporto rigido con l’alimentazione. Un piano nutrizionale sportivo serio non elimina: bilancia.
«LE EMOZIONI SPIACEVOLI VANNO ASCOLTATE, RICONOSCIUTE E GESTITE»
Nemmeno le emozioni si dividono in buone e cattive. La frustrazione dopo una sconfitta, l’ansia prima di una gara, la rabbia per un infortunio sono informazioni. Imparare a leggerle, invece di reprimerle, riduce il rischio che finiscano per essere gestite attraverso il cibo o il controllo del corpo.
«Più leggero sono, meglio performo.»
È la convinzione più diffusa e la più fragile. Quando l’energia disponibile non copre il carico di allenamento, l’organismo taglia le funzioni che considera meno urgenti: equilibrio ormonale, salute delle ossa, difese immunitarie, capacità di recupero. È la condizione che la letteratura sportiva chiama RED-S, deficit energetico relativo nello sport. Il risultato non è un atleta più leggero e più veloce: è un atleta che si infortuna di più, recupera peggio e a un certo punto smette di migliorare.
«Prima il risultato, poi la salute.»
Health first, performance second. Non è un principio consolatorio: è l’ordine corretto delle cose. Un corpo in salute ha una prestazione più efficace, e la carriera di chi si prende cura di sé dura più a lungo di quella di chi si consuma.

L'EQUIPE DI NUTRIMENTE PER SPORTFULNESS

Psichiatri, psicologhe, psicoterapeuti e dietiste che lavorano da anni sulla prevenzione e sulla cura dei disturbi alimentari — e che conoscono il contesto sportivo dall'interno.

Ritratto di Sara Bertelli
Referente

Sara Bertelli

Medico psichiatra e psicoterapeuta

Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione

Medico psichiatra e psicoterapeuta, con quasi trent’anni di esperienza clinica, di ricerca e di formazione nell’ambito dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione. Dal 1996 si dedica alla presa in carico di adolescenti e adulti, contribuendo allo sviluppo di percorsi terapeutici multidisciplinari e di progetti di prevenzione a livello nazionale.

È direttrice del Centro Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione dell’ASST Santi Paolo e Carlo di Milano, centro di riferimento fondato nel 2003, e principal investigator di numerosi studi clinici, con un’importante attività scientifica e numerose pubblicazioni nel settore.

Dal 2013 al 2023 è stata presidente fondatrice di Nutrimente ETS. Oggi ne presiede il Comitato Scientifico ed è membro del Comitato Scientifico del Coordinamento Nazionale dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione e della Cabina di Regia della Regione Lombardia per la prevenzione e la cura dei D-NA.

All’interno di Sportfulness mette a disposizione la propria esperienza per promuovere una cultura dello sport orientata al benessere psicologico, alla prevenzione dei disturbi alimentari e alla tutela della salute mentale degli atleti. Crede in un approccio multidisciplinare, in cui la performance possa convivere con l’equilibrio, la salute e il rispetto della persona.

Ritratto di Elisabetta Costantino
Referente

Elisabetta Costantino

PhD, Psicologa e psicoterapeuta

Trauma, attaccamento e disturbi della nutrizione e dell’alimentazione

Psicologa, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, practitioner EMDR e dottore di ricerca in Psicologia dell’Età Evolutiva. Da oltre vent’anni si occupa di genitorialità, trauma e Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione, affiancando all’attività clinica un costante impegno nella ricerca, nella formazione e nella prevenzione.

Laureata con lode all’Università La Sapienza di Roma, ha completato il proprio percorso attraverso esperienze di studio, ricerca e tirocinio in Italia e all’estero, collaborando con università e centri di eccellenza a Roma, Bari, Dublino, Losanna, Melbourne e Milano. Ha ricoperto incarichi di docenza presso diverse università italiane.

È tra i soci fondatori di Nutrimente APS, dove coordina le attività dedicate al mondo della danza e dello sport: progetti di sensibilizzazione e prevenzione rivolti ad atleti, famiglie, allenatori e società sportive.

All’interno di Sportfulness accompagna adolescenti, adulti e famiglie nei percorsi di crescita personale e psicologica, con particolare attenzione alla gestione del trauma, alla relazione con il corpo e con il cibo, alle dinamiche familiari e alla prevenzione del disagio psicologico nello sport.

Ritratto di Paola Dordoni

Paola Dordoni

PhD, Psicologa e psicoterapeuta

Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, ACT e Mindfulness

Laureata a pieni voti in Psicologia presso l’Università degli Studi di Pavia e abilitata alla professione, ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Psicologia presso lo stesso Ateneo studiando nei Paesi Bassi presso la Radboud University (Nijmegen). Dopo questa esperienza si iscrive alla Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Humanitas (orientamento Cognitivo Comportamentale) e diventa psicoterapeuta, esperta in Acceptance and Commitment Therapy, Compassion Focused Therapy e Mindfulness.

Lavora e ha lavorato in importanti contesti sanitari lombardi come la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, la Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico e IRCCS Istituti Clinici e Scientifici Maugeri di Pavia, impegnandosi nella ricerca scientifica e nell’attività di valutazione e supporto psicologico in contesti multidisciplinari.

Socia di Nutrimente dal 2020, si occupa di Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione oltre che in ambito privato collaborando nei progetti dell’Associazione sia per la prevenzione che per la ricerca, specialmente in ambito sportivo. Dal 2014 al 2020 è stata anche Professore a contratto presso l’Università degli Studi di Pavia (Dipartimento di Scienze del Sistema Nervoso e del Comportamento). Autrice di numerosi articoli scientifici pubblicati su riviste nazionali e internazionali, e revisore scientifico.

Ritratto di Ezio Vittorio Rebattini

Ezio Vittorio Rebattini

Medico psicoterapeuta

Disturbi dell’alimentazione, ansia e psicologia dello sport

Medico psicoterapeuta ad orientamento cognitivo-comportamentale, specializzato nell’applicazione della REBT (Rational Emotive Behavior Therapy) e abilitato all’utilizzo del protocollo EMDR per il trattamento dei traumi. Da oltre vent’anni si occupa di salute mentale, accompagnando adolescenti, adulti e famiglie in percorsi di cura basati su solide evidenze scientifiche.

Ha maturato una consolidata esperienza clinica nell’ambito dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione, lavorando per molti anni presso l’Ospedale San Paolo di Milano e contribuendo a progetti di prevenzione, formazione e sensibilizzazione rivolti a professionisti sanitari, scuole, famiglie e società sportive. È fondatore del centro di psicoterapia REBA e socio fondatore di Nutrimente ETS, di cui oggi è referente per il Coordinamento Nazionale DNA e membro del Consiglio Direttivo.

Svolge attività di formazione per medici, pediatri e operatori sanitari ed è autore di pubblicazioni scientifiche nell’ambito della psicoterapia cognitiva e dei disturbi d’ansia. La sua attività clinica si concentra sui disturbi alimentari, sui disturbi d’ansia, sull’ansia da prestazione, sulle difficoltà relazionali, sulla genitorialità e sull’autostima, integrando quando necessario il percorso psicoterapeutico con il supporto farmacologico.

All’interno di Sportfulness accompagna atleti, famiglie e giovani sportivi nella gestione delle difficoltà emotive e psicologiche che influenzano benessere e performance, con un impegno particolare sulla prevenzione dei disturbi alimentari nello sport.

Ritratto di Giulia Vienna

Giulia Vienna

Psicologa

Psicologia dello sviluppo, benessere e prevenzione

Psicologa iscritta all’Ordine degli Psicologi della Lombardia, in formazione come psicoterapeuta ad orientamento umanistico integrato. Si è laureata con il massimo dei voti in Psicologia dello Sviluppo all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e prosegue la specializzazione con un approccio centrato sulla persona e sulle sue risorse.

Si è occupata di promozione del benessere psicologico e prevenzione, lavorando con adolescenti, adulti e famiglie. Ha maturato una particolare esperienza nell’ambito dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione attraverso la collaborazione con Nutrimente ETS, dove ha preso parte a progetti di sensibilizzazione, percorsi psicoeducativi e interventi rivolti al mondo della danza e dello sport. Svolge il tirocinio di specializzazione presso il Consultorio Familiare di Rho.

All’interno di Sportfulness mette al centro l’ascolto, la costruzione di una relazione autentica e lo sviluppo di strategie concrete per aiutare le persone a ritrovare equilibrio, consapevolezza e benessere.

Nel tempo libero pratica yoga e meditazione, canta, suona la chitarra e ama trascorrere il tempo nella natura: attività che considera preziose anche per coltivare il proprio equilibrio personale.

Ritratto di Ilaria Mandolesi

Ilaria Mandolesi

Psicologa

Disturbi dell’alimentazione, immagine corporea e benessere psicologico

Psicologa, counselor, coach e formatrice, attualmente specializzanda presso la Scuola di Psicoanalisi della Relazione SIPRe di Milano. Il suo percorso nasce nell’ambito della relazione d’aiuto e si è progressivamente specializzato nella prevenzione e nella cura dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione, della relazione con il cibo e dell’immagine corporea.

Ha approfondito la propria formazione con un master internazionale in Trattamento Integrato Multidisciplinare nei Disturbi dell’Alimentazione e della Nutrizione dell’Università di Pavia, la certificazione come Intuitive Eating Counselor e una formazione specialistica presso il Body Positive Institute.

Collabora con Nutrimente ETS, dove partecipa a progetti di prevenzione, laboratori e attività di sensibilizzazione dedicate ai disturbi alimentari, con particolare attenzione al mondo dello sport e della danza. Svolge il tirocinio di specializzazione presso il Centro Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione dell’ASST Santi Paolo e Carlo di Milano.

All’interno di Sportfulness accompagna atleti, giovani sportivi e adulti nella costruzione di un rapporto più sano con il proprio corpo, con l’alimentazione e con la performance, con un ascolto autentico e privo di giudizio.

Ritratto di Camilla Somma

Camilla Somma

Medico psichiatra

Disturbi del comportamento alimentare

Medico chirurgo, specialista in psichiatria. Lavora all’ASUIT di Trento come psichiatra al Centro Disturbi del Comportamento Alimentare ed è membro di Nutrimente APS.

Laureata in Medicina e Chirurgia a Udine, si è specializzata con lode in Psichiatria a Verona con una tesi dal titolo «From Need to Change: evaluation of a stepped-care program for migrants’ mental health (RESPOND Project)». Nel 2024 ha trascorso nove mesi come visiting researcher nell’équipe ERES dell’INSERM, all’Università La Sorbonne di Parigi, sotto la guida della prof.ssa Marie Melchior.

Ha conseguito il corso di alta formazione «Psicopatologia dei migranti: aspetti clinici, sociali e legali» e il master di secondo livello in «Criminologia clinica, psicologia giuridica e psichiatria forense» all’Università La Sapienza di Roma, e il master di alta formazione in «Clinica dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione» dell’Associazione Nutrimente di Milano.

Ritratto di Monica Turchetto

Monica Turchetto

Dietista

Nutrizione clinica, disturbi dell’alimentazione e nutrizione sportiva

Dietista con oltre trent’anni di esperienza clinica nell’ambito della nutrizione e della dietoterapia. Ha maturato una profonda competenza nella presa in carico dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione, lavorando in contesti ospedalieri, ambulatoriali e comunitari con adolescenti e adulti.

Attualmente svolge la libera professione collaborando con diversi centri clinici e comunità terapeutiche, dove si occupa di riabilitazione nutrizionale, educazione alimentare e percorsi di prevenzione. Da anni è impegnata nella formazione di professionisti sanitari, insegnanti, allenatori e famiglie.

Collabora con Nutrimente APS nel progetto dedicato alla prevenzione dei disturbi alimentari nel mondo dello sport ed è coordinatrice del Gruppo di Lavoro Nazionale ASAND sui Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione. È docente in master specialistici e relatrice in numerosi congressi nazionali.

All’interno di Sportfulness affianca atleti, giovani sportivi e famiglie nella costruzione di un rapporto sano, equilibrato e consapevole con l’alimentazione, integrando competenze cliniche, educative e relazionali.

Se stai leggendo e ti riconosci

Chiedere aiuto quando si è atleti è difficile, perché significa ammettere che qualcosa nel proprio strumento di lavoro non funziona. Ma accorgersene presto cambia tutto: nella maggior parte dei casi i comportamenti alimentari a rischio, intercettati per tempo, non diventano una malattia.

Se vuoi parlarne con chi conosce lo sport dall'interno, siamo qui: il primo colloquio è gratuito.